Sulla pittura di Jobin
Potrebbero sembrare dei racconti pigramente borghesi i suoi, ma non è così. Manca l' organizzazione artificiale; preferisce egli schierarsi su una linea esistenziale con valenza di anammesi in virtù di fondi cromatici classici, bronzei, stabili che hanno il compito di rappresentare gli umori dell' atmosfera circostante. Mi pare poi che da quelle sagome provenga un simbolismo usato come mezzo si scavazione delle esperienze inconscie - conscie dell 'uomo carico di inquietanti messaggi, ineffabili e pertanto non razzionalizabili. Fantasie, sogni, polazioni utopiche,misteriche che scoppiano in testa, si dibattono per poi scomparire lasciando scie ieratiche, lucide, con certificato dispiritualità. E siamo all' introduzione della metafora cui Jobin affida il messaggio etico, pulsante tentacolare capace di aggredire lo spirituo etico distratto dagli accadimenti che consumano entro preste staggioni gli ideali più ragguardevoli. All' epoca della catastrofe o meglio degli equilibri instabili Jobin propone come dirimpettaia la stabilità dei suoi personaggi, coniugati con stile rinascimentale quando l' uomo aveva rivocato finalmente il permesso di essere considerato perenne bambino.
- cellulare: 349 8159270
- e-mail: [email protected]